martedì 15 marzo 2011

La Rete per i diritti dei Senza Voce incontra Shirin Ebadi /Das Netzwerk der Rechte der Stimmlosen trifft Shirin Ebadi






Ieri mattina, venerdi 11 marzo, una delegazione della Rete dei diritti dei Senza Voce ha incontrato Shirin Ebadi presso il Comune di Bolzano. Durante l'incontro, il presidente Amir Sadeghi ha illustrato le attività della Rete, sottolineando come anche in occidente, e segnatamente in Italia e in Alto Adige, i migranti incontrino difficoltà e discriminazioni nei loro sforzi di integrazione. Successivamente, Paolo Attanasio e Rainer Girardi, membri della Rete, hanno brevemente illustrato le più recenti tendenze sulle migrazioni in Italia e in Alto Adige. Nella sua replica, Ebadi ha sottolineato che ogni paese ha il dovere, derivante dalla Convenzione ONU sui diritti umani, di equiparare gli immigrati alla popolazione autoctona, senza discriminazioni di sorta. Ebadi ha inoltre suggerito alla Rete e alle altre realtà non-profit locali di preparare un rapporto annuale sulle discriminazioni a danno degli stranieri presenti nel territorio, riportando e documentando con cura ogni singolo caso. Rivolgendosi invece ai migranti presenti all'incontro, Ebadi ha sottolineato come il diritto a coltivare la propria lingua e cultura anche all'estero si accompagna sempre al rispetto per la lingua e cultura del paese di inserimento, e che quindi è dovere di ogni migrante imparare l'idioma nazionale e confrontarsi con la società e la cultura del paese in cui si vive, cercando di vivere in armonia con la cittadinanza autoctona ed evitando ogni separazione, che nuocerebbe alla coesione sociale.


Das Netzwerk der Rechte der Stimmlosen trifft Shirin Ebadi

Am vergangenen Freitag, 11. März, hat eine Delegation des Netzwerks der Rechte der Stimmlosen Shirin Ebadi in der Gemeinde Bozen getroffen. Während des Treffens hat Präsident Amir Sadeghi die Tätigkeiten des Netzwerks vorgestellt und dabei hervorgehoben, dass Migranten bei ihren Bemühungen zur Integration auch in der westlichen Welt, und insbesondere in Italien und Südtirol, auf Schwierigkeiten und Diskriminierung stoßen. In der Folge haben Paolo Attanasio und Rainer Girardi, Mitglieder des Netzwerks, kurz die jüngsten Tendenzen der Migrationspolitik in Italien und Südtirol beleuchtet. In ihrer Antwort hat Ebadi unterstrichen, dass jedes Land entsprechend der UN-Menschenrechtskonvention die Pflicht hat, Einwanderer der einheimischen Bevölkerung gleichzustellen und jegliche Diskriminierung zu vermeiden. Ebadi hat das Netzwerk und den anderen lokalen Non-profit-Vereinen außerdem dazu angeregt, einen jährlichen Bericht über die Fälle von Diskriminierung gegen Ausländer im Landesgebiet zu erstellen, der jeden Einzelfall auflistet und dokumentiert. Den Migranten, die beim Treffen anwesend waren, legte Ebadi nahe, dass das Recht auf Ausübung der eigenen Sprache und Kultur auch im Ausland immer mit dem Respekt für die Sprache und Kultur des Ziellandes einhergehen müsse. Daher sei es die Pflicht jedes Migranten, die nationale Sprache zu erlernen und sich mit der Gesellschaft und der Kultur des Landes auseinanderzusetzen, in dem man lebt - in der Bemühung, ein harmonisches Zusammenleben mit der autochthonen Bevölkerung aufzubauen und Trennungen zu vermeiden, da diese dem gesellschaftlichen Zusammenhalt schädigen würden.

venerdì 12 novembre 2010

"Siamo tutti su una gru"


"Siamo tutti su una gru"

La Rete dei Diritti dei Senza Voce, con adesione: Centro Pace e Pax Christi, CGIL/AGB, Iniziativa per più' democrazia, OEW, gruppo dialogo interculturale di Merano,Associazione Porte Aperte

, invita ad un incontro:
lunedì alle 18.00
Palazzo Altmann/ Haus Altmann: Piazza Gries – Grieser Platz 18 - 39100 Bolzano Bozen




In questi giorni si stanno registrando in tutto il paese drammatiche tensioni sociali.

In moltissime regioni del'Italia, in particolare a Brescia, gli immigrati appoggiati da molti rappresentanti della società civile, si stanno mobilitando pacificamente per contestare una vera e propria truffa che si è consumata ai loro danni. Si tratta, infatti, di persone che vivono e lavorano regolarmente, e che hanno fatto regolare domanda del permesso di soggiorno. Ma, nonostante abbiano anche pagato lautamente, si sono visti respingere la richiesta in modo assolutamente illegittimo e discriminatorio. Ora, il Governo, rispetto alle sacrosante proteste e alle richieste di una sanatoria in grado di sanare un'ingiustizia evidente sa rispondere solo con il linguaggio della forza e della repressione violenta.

Anche in Alto Adige/ Südtirol sono molti gli immigrati in questa situazione ed è necessario che vi sia un'ampia mobilitazione delle istituzioni e delle forze politiche e sociali affinchè siano ripristinati la giustizia e la certezza del diritto. La Rete dei Diritti dei Senza Voce vi invita ad un'assemblea su questo problema per costruire le necessarie iniziative e azioni e per un momento di verifica e di dialogo sul tema dell' immigrazione nella nostra terra.

Abbiamo pensato il giorno di (da decidere insieme)
Aspettiamo il vostro adesione.


Amir Sadeghi
Presidente Rete per i Diritti





In diesen Tagen erleben wir dramatische soziale Spannungen im ganzen Land.


In vielen Regionen Italiens, insbesondere in Brescia, mobilisieren sich friedlich die Einwanderer, unterstützt von vielen Vertretern der zivilen Gesellschaft, um gegen einen wahrhaften Betrug zu protestieren, dem sie ausgesetzt wurden. Es handelt sich nämlich um Personen, die hier regelmässig leben und arbeiten und die eine ordnungsmässige Anfrage für die Aufenthaltsgenehmigung eingereicht haben. Aber, obwohl sie reichhaltig dafür bezahlt haben, wurde die Anfrage auf illegaler und diskriminierender Art zurückgewiesen. Die Antwort der Regierung auf gerechtfertigten Protesten und auf der Anfrage einer Amnestie um diese klare Ungerechtigkeit zu sanieren ist nur die Sprache der Muskeln und der gewaltsamen Unterdrückung.


Auch in Südtirol / Alto Adige erleben viele Einwanderer diese Situation und deshalb ist eine umfassende Mobilisierung der Institutionen und der öffentlichen und sozialen Kräfte notwendig um die Gerechtigkeit und die Sicherheit des Rechtes wieder her zu stellen. Das Netz der Rechte der Stimmlosen lädt zu einer Versammlung ein, um über dieses Problem zu diskutieren, um die notwendigen Initiativen und Aktionen und um einen Dialog um dem Thema Einwanderung in unserem Land zu erschaffen.



Wir dachten an Freitag um ...... Uhr.

Wir erwarte euer Feedback.



Amir Sadeghi
Präsident Netz der Rechte der Stimmlosen


La Rete per i Diritti dei Senza
Voce


mercoledì 7 luglio 2010

Libia: più di 200 persone di nazionalità eritrea rischiano il rimpatrio forzato

Libia: più di 200 persone di nazionalità eritrea rischiano il rimpatrio forzato

Secondo informazioni ricevute da Amnesty International, più di 200 cittadini eritrei sono stati picchiati e trasferiti con la forza dal centro di detenzione di Misratah a quello di Sabha, dove le condizioni sono di gran lunga peggiori. Rischiano il rimpatrio forzato in Eritrea, dove potrebbero subire torture.Sia il centro di detenzione di Misratah che quello di Sabha sono destinati ai "migranti irregolari", sebbene le autorità libiche facciano poco o nulla per distinguere tra richiedenti asilo, rifugiati e migranti.Circa due settimane fa, gli agenti di sicurezza libici hanno fatto circolare un modulo in lingua tigrina nel centro di detenzione di Misratah, chiedendo ai detenuti eritrei di compilarlo. Circa la metà di loro si è rifiutata di farlo, temendo che le informazioni personali riportate sarebbero state trasmesse alle autorità eritree. Il 29 giugno, circa 15 detenuti hanno tentato la fuga; 13 di essi sarebbero stati catturati nei due giorni successivi.Secondo le informazioni inviate ad Amnesty International, la notte del 29 giugno, circa 100 soldati e agenti di polizia hanno circondato il centro di detenzione di Misratah. Erano armati con fucili e gas lacrimogeni. All'alba del 30 giugno hanno fatto irruzione nelle celle e hanno picchiato i detenuti con bastoni e fruste. Almeno 14 persone sarebbero state gravemente ferite e portate in ospedale. Lo stesso giorno, più di 200 detenuti eritrei sono stati caricati a forza su due container e trasportati a Sabha, sorvegliati da un convoglio di militari e poliziotti. Almeno quattro uomini sono stati separati dalle loro famiglie; 13 donne e sette bambini eritrei sono ancora nel centro di detenzione di Misratah, nessuno di loro è stato trasferito o picchiato.Gli oltre 200 eritrei si trovano ora nel centro di detenzione di Sabha, in pessime condizioni a causa della carenza di cibo e acqua, dell'inadeguatezza dei servizi igienico-sanitari e del sovraffollamento delle celle. A diversi detenuti che hanno riportato gravi ferite sono state negate le cure mediche. I detenuti temono il rimpatrio forzato nel loro paese di origine, dove sono a rischio di tortura e altri maltrattamenti, la punizione riservata a chi ha "tradito" il paese o ha disertato la leva militare. I loro timori si aggiungono alle minacce delle forze di sicurezza libiche che, mentre li picchiavano, urlavano che li avrebbero uccisi o rimpatriati.Firma all'appello di Amnesty International e scrivi alle autorità.
Aggiornamenti sul sito http://fortresseurope.blogspot.com/ e http://habeshia.blogspot.com/ .
L'appello de l'Unità: adottiamo un profugo

Il comunicato ASGI del 1° luglio 2010

mercoledì 30 giugno 2010

ROMA: VIOLATI I DIRITTI DEI MINORI ROM


COMUNICATO STAMPA


ROMA: VIOLATI I DIRITTI DEI MINORI ROM
NEL CENTRO DI VIA SALARIA, 971

L’associazione 21 luglio lancia un appello al Sindaco di Roma ed al Commissario straordinario per l’emergenza nomadi

Dal 13 novembre 2009 centinaia di rom provenienti dal ex campo Casilino 700 e da altri insediamenti della capitale (Centocelle, via Labaro, via Papiria, via Naide, via De Mata, ecc…) sono stati “ospitati” nell’edificio dell’ex ente Cellulosa di Via Salaria 971, già precedentemente occupato da circa 80 nuclei familiari con minori fatti sgomberare a settembre dello stesso anno. All’interno sono attualmente presenti circa 250 persone di differenti etnie, quasi la metà minori. Nella struttura non è consentito il libero accesso e le visite sono concesse previa autorizzazione e a seguito di formale richiesta motivata. Ciò non ha impedito a rappresentanti dell’associazione “21 luglio” di raccogliere storie e testimonianze al fine di valutare le condizioni di vita dei tanti minori accolti.
Più di cento minori di diverse etnie passano le giornate in due stanzoni privi di divisori, con letti allineati senza che venga garantita l’autonomia individuale e la privacy. L’aria è insalubre per il poco ricambio di aria e la scarsa luminosità mentre grandi macchie di umidità sul soffitto testimoniano le infiltrazioni di acqua che, quando piove, allaga il pavimento. All’esterno docce e bagni: 3 ogni 100 persone. La luce a neon resta sempre accesa, anche di notte. La sicurezza della struttura è affidata a giovani dipendenti di una cooperativa specializzata in giardinaggio e cura del verde pubblico. Mancano spazi per il gioco e per le attività ludico-formative e le norme in materia di sicurezza sono totalmente violate. Non risulta che la struttura abbia messo in atto gli accorgimenti previsti dalla legge atti ad evitare il rischio di pericolo per i minori ospitati.
Per tutti i minori il processo di scolarizzazione si è praticamente interrotto con l’ingresso nella ex cartiera ed alcuni di essi passano le giornate intenti alla pulizia di cavi elettrici da cui ricavare rame da rivendere come materiale ferroso.
Secondo quanto rilevato dall’associazione “21 luglio” tale prassi rappresenta una grave violazione dei diritti dei minori ed è in contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e con la legge italiana.

La nostra riflessione parte da qui.
È possibile che esista in un paese democratico una zona di “accoglienza” e non di detenzione così limitata all’accesso esterno? Come si definisce formalmente una situazione come quella dell’ex cartiera che non risponde alle caratteristiche di una struttura d’accoglienza, e non è, di fatto una struttura di emergenza per una situazione provvisoria? Cosa ne è dei requisiti strutturali stabiliti dalla legge regionale n.41/2003 che disciplina l’ambito delle strutture di accoglienza sul territorio laziale? La struttura è in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in materia edilizia, igienico-sanitaria e di prevenzione incendi? Dove si colloca la struttura di via Salaria all’interno del Piano Nomadi presentato dall’Amministrazione comunale?
Perché, malgrado la dichiarazione di chiusura dell’ex cartiera rilasciata sul quotidiano Il Messaggero il 13 marzo 2010 dal sindaco di Roma, la struttura non solo non si è chiusa ma è stata ampliata negli spazi?

Alla luce di ciò l’associazione “21 luglio” chiede che all’interno del Centro di Via Salaria, 971 vengano pienamente rispettati i diritti dei minori stranieri così come stabilito dalla Convenzione ONU dei diritti sull’Infanzia e Adolescenza laddove in ogni decisione che riguardi minori si debba sempre tener conto del “loro superiore interesse”, considerazione preminente ad ogni altra. (art. 3).
Sempre in riferimento alla suddetta Convenzione si fa presente che a tutti minori provenienti dal Casilino 700 e dagli altri insediamenti abusivi è stato ostacolato il diritto all’istruzione (artt. 28 e 29), nonostante fosse stata più volte promessa una navetta che permettesse loro di continuare a raggiungere la scuola frequentata precedentemente allo sgombero.
Giova a questo punto ricordare che la Convenzione dispone:
“gli Stati devono garantire il diritto alla vita alla sopravvivenza e allo sviluppo del fanciullo “ (art. 6)
“gli Stati parti devono riconoscere il diritto di ogni fanciullo a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale (…). Gli Stati parti adottano adeguati provvedimenti, in considerazione delle condizioni nazionali e compatibilmente con i loro mezzi, per aiutare i genitori e altre persone aventi la custodia del fanciullo ad attuare questo diritto e offrono, se del caso, un'assistenza materiale e programmi di sostegno(…)( art. 27).
Di fatto le violazione dei diritti segnalate all’interno dell’ex cartiera di via Salaria contravvengono anche l’articolo 30 della Carta Sociale Europea secondo il quale "ogni persona ha diritto alla protezione dalla povertà e dall’emarginazione sociale".
Tutto ciò accade dopo le celebrazioni del ventesimo anniversario della Convenzione e al cinquantesimo anniversario della Dichiarazione ONU sui Diritti dell'Infanzia e Adolescenza che stabilisce l’assoluto diritto allo studio e soprattutto ad un alloggio.
L’associazione “21 luglio” chiede dunque al Commissario straordinario per l'emergenza nomadi a Roma dott. Giuseppe Pecoraro e al sindaco della città di Roma on. Gianni Alemanno che:
1. All’interno del Centro di Via Salaria, 971 siano pienamente rispettati i diritti dei minori rom in conformità alla Convezione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e alle altre norme internazionali e nazionali, e in particolare che in ogni provvedimento riguardante i minorenni si tenga conto del "superiore interesse del minore" come considerazione preminente rispetto ad ogni altra .
2. Siano adottate tutte le misure necessarie perché ai minori rom presenti nella struttura di via Salaria, 971 siano garantiti la stessa protezione e gli stessi diritti riconosciuti ai minori cittadini, secondo quanto stabilito dalla Convezione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (artt. 20, 22) e dalla legislazione nazionale, con riferimento all'immediato collocamento in una struttura di accoglienza adeguata, al diritto alla salute e all'istruzione, al diritto al gioco ecc., e siano predisposti adeguati spazi specificamente destinati ai minori.
Auspichiamo per la città di Roma una politica dell'accoglienza vera, una politica che rispetti i diritti dell’infanzia e renda per i minori di etnia rom l'integrazione non solo un diritto ma un dato di fatto. Tutto ciò nella consapevolezza che la civiltà di un popolo o di una cultura si misura attraverso il rispetto per i più deboli, in primo luogo i bambini.

martedì 29 giugno 2010

la legge dei Verdi sulla estensione delle borse di studi

Oggi, 17 giugno, la 2 commissione legislativa del consiglio provinciale ha trattato la legge dei Verdi sulla estensione delle borse di studi per le lingue e per gli studenti universitari anche ai “cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo”. La commissione ha votato contro a maggioranza al disegno di legge, che comunque sarà iscritto all’ordine del giorno in Consiglio provinciale e con l’impegno sia dell’assessora Kasslatter, sia dei consiglieri Svp, di votare a favore in aula qualora non sia stata prima approvata la legge nuova sull’immigrazione, che contiene le stesse norme che noi Verdi proponevamo nel nostro disegno di legge.

Dunque, buone notizie: o queste norme saranno comprese nel disegno di legge della giunta e questo sarà approvato, oppure – almeno per oggi – la maggioranza si è impegnata a approvare in aula il nostro disegno di legge.

Il funzionario inviato in commissione dalla Kasslatter mi ha mostrato la bozza del disegno di legge della giunta e effettivamente i “cittadini extracomunitari soggiornanti di lungo periodo” vi sono previsti e messi a pari condizioni sia per quanto riguarda il finanziamento di corsi all’estero per apprendere le lingue (sia straniere che le due lingue della provincia), sia per le borse di studio per studenti universitari in università fuori provincia, sia in Italia che all’estero. Nel disegno di legge della giunta sono contenute anche tante altre norme che non sono riuscito a vedere. Il funzionario ha detto che la giunta vorrebbe approvare il disegno di legge prima dell’estate. Ci riuscirà? Non lo so. Se le cose andranno storte c’è il “paracadute” d- almeno per quanto riguarda borse di studio per lingue e università – del disegno di legge dei verdi che andrà sull’ordine del giorno già a Luglio (ma al 150° posto, dunque passano mesi).

Ricordo a tutti che inserire da qualche parte in una legge provinciale la dizione “cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo” consente di aprire le porta a 16.000 immigrati che in provincia di Bolzano hanno la “carta di soggiorno”, rispettando così la direttiva europea 2003/109/CE. Dopo di che va aperta la battaglia sui benefici sociali, a cominciare dall’edilizia pubblica (su questo nel disegno di legge della giunta non c’è nulla).

Questo per oggi è tutto.

Cari saluti,

Riccardo Dello Sbarba

giovedì 17 giugno 2010

LEGGI SUI MIGRANTI - notizie dal consiglio provinciale

Oggi, 17 giugno, la 2 commissione legislativa del consiglio provinciale ha trattato la legge dei Verdi sulla estensione delle borse di studi per le lingue e per gli studenti universitari anche ai “cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo”. La commissione ha votato contro a maggioranza al disegno di legge, che comunque sarà iscritto all’ordine del giorno in Consiglio provinciale e con l’impegno sia dell’assessora Kasslatter, sia dei consiglieri Svp, di votare a favore in aula qualora non sia stata prima approvata la legge nuova sull’immigrazione, che contiene le stesse norme che noi Verdi proponevamo nel nostro disegno di legge.
Dunque, buone notizie: o queste norme saranno comprese nel disegno di legge della giunta e questo sarà approvato, oppure – almeno per oggi – la maggioranza si è impegnata a approvare in aula il nostro disegno di legge.
Il funzionario inviato in commissione dalla Kasslatter mi ha mostrato la bozza del disegno di legge della giunta e effettivamente i “cittadini extracomunitari soggiornanti di lungo periodo” vi sono previsti e messi a pari condizioni sia per quanto riguarda il finanziamento di corsi all’estero per apprendere le lingue (sia straniere che le due lingue della provincia), sia per le borse di studio per studenti universitari in università fuori provincia, sia in Italia che all’estero. Nel disegno di legge della giunta sono contenute anche tante altre norme che non sono riuscito a vedere. Il funzionario ha detto che la giunta vorrebbe approvare il disegno di legge prima dell’estate. Ci riuscirà? Non lo so. Se le cose andranno storte c’è il “paracadute” d- almeno per quanto riguarda borse di studio per lingue e università – del disegno di legge dei verdi che andrà sull’ordine del giorno già a Luglio (ma al 150° posto, dunque passano mesi).
Ricordo a tutti che inserire da qualche parte in una legge provinciale la dizione “cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo” consente di aprire le porta a 16.000 immigrati che in provincia di Bolzano hanno la “carta di soggiorno”, rispettando così la direttiva europea 2003/109/CE. Dopo di che va aperta la battaglia sui benefici sociali, a cominciare dall’edilizia pubblica (su questo nel disegno di legge della giunta non c’è nulla).
Questo per oggi è tutto.
Cari saluti,
Riccardo Dello Sbarba

martedì 15 giugno 2010

Commenti: appello alla Giunta provinciale

Al di là del merito e dei contenuti riteniamo assolutamente indispensabile l'apertura di un tavolo di confronto sia con le associazioni e rappresentanze degli stranieri sia con le parti sociali, senza il quale vi è il rischio di produrre una legge che rischia di morire sul nascere non risolvendo alcun problema e allontanando sempre di più l'obbiettivo di una reale integrazione, tanto più in presenza di un'immigrazione che non tende a fermarsi nonostante la crisi, sopratutto per la continua necessità i manodopera in alcuni settori chiave della nostra economia. Quindi si all'apertura del tavolo, da parte della CGIL-AGB, l'abbiamo sollecitato più volte anche partendo dalla sciagurata vicenda delle graduatorie dell' IPES e quindi lo faremo ancora nei confronti di Bizzo e di Durnwalder.

Saluti Lorenzo Sola

giovedì 27 maggio 2010

Sospensione del TAR della Lombardia discriminatoria per gli immigrati

IMMIGRAZIONE - DALL'INCA: TAR DELLA LOMBARDIA SOSPENDE ORDINANZA DISCRIMINATORIA PER GLI IMMIGRATI DENUNCIATA DA CGIL E CAMERA DEL LAVORO DI MONZA(2010-05-25)

L'INCA nazionale informa di una sentenza di sospensione del TAR della Lombardia discriminatoria per gli immigrati.

La Cgil Lombardia insieme alla Camera del Lavoro di Monza, ravvisando una discriminazione istituzionale nei confronti dei cittadini stranieri, ha denunciato, lo scorso mese di marzo, l’ordinanza del Sindaco di Brugherio, emanata nel febbraio 2010, la quale prevedeva per i soli immigrati che l’iscrizione all’anagrafe fosse subordinata non soltanto alla verifica dei tradizionali requisiti previsti dalla legge, ma anche all’accertamento, effettuato da parte del Comune, del decoro e delle condizioni di salubrità della dimora.

La motivazione del TAR che ha accolto il ricorso, è particolarmente significativa perché il giudice contesta che nelle attribuzioni dell’ente locale rientri il potere di regolamentare le materie dell’immigrazione, dell’anagrafe, dei rapporti dello Stato con l’Unione Europea, del diritto d’asilo e della condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea.

La Cgil - ha commentato Fulvia Colombini della segreteria Cgil Lombardia - ha già promosso numerosi ricorsi contro le ordinanze dei sindaci che risultavano discriminatorie, vincendoli tutti in Tribunale. Purtroppo sta accadendo sempre più spesso che a scopi di “ricerca di facile e immediato consenso” le Amministrazioni locali varino ordinanze che ledono i diritti degli stranieri.

"In Lombardia vivono oltre 1 milione di cittadine e cittadini provenienti da altri paesi, e - ha proseguito la Colombini - la Cgil ritiene che tutte le Amministrazioni, Comuni, Province e Regione debbano farsi carico di promuovere un modello di cittadinanza inclusivo, rispettoso dei diritti e dei doveri di tutti e rivolge un appello alle forze politiche e a tutti gli Amministratori affinché cessino e si adoperino per far cessare le discriminazioni istituzionali contenute nelle varie ordinanze, e si persegua, con responsabilità, un modello di governo del territorio improntato alla pacifica convivenza e al rispetto".(25/05/2010-ITL/ITNET)

mercoledì 12 maggio 2010

Giornata Internazionale dei Musei

ÖTZI auf Albanisch, Arabisch, Bosnisch und Serbo-Kroatisch, Chinesisch, Urdu und Hindi

Ötzi in Albanese, Arabo, Bosniaco- Serbo-Croato, Cinese, Urdu ed Hindi





Zum Internationalen Museumstag am 16.5.2010 bietet das Südtiroler Archäologiemuseum kostenlose Führungen zum Mann aus dem Eis außer in Deutsch und Italienisch in den Sprachen Albanisch, Arabisch, Bosnisch und Serbo-Kroatisch, Urdu und Hindi an. Für den Museumsrundgang auf Chinesisch hält das Museum ein Begleitheft bereit.

Die Führungen sind für Erwachsene und Familien mit Kindern geeignet.

Eintritt und Führungen sind kostenlos.

Führungszeiten:

10.30 Deutsch

11.00 Urdu/Hindi

11.30 Albanisch

12.00 Arabisch

12.30 Bosnisch/Serbo-Kroatisch

13.00 Italienisch

14.30 Deutsch

15.00 Urdu/Hindi

15.30 Albanisch

16.00: Arabisch

16.30: Bosniasch/Serbo-Kroatisch

17.00: Italienisch

Max. 20 Personen pro Führung. Reservierungen nimmt die Kassa des Museums entgegen.



****

Giornata Internazionale dei Musei

“Museums for Social Harmony – Musei per un’armonia sociale” è il tema proposto dall’ICOM (International Council of Museums) in occasione della Giornata Internazionale dei Musei 2010.

Nel corso della giornata il Museo Archeologico dell’Alto Adige offrirà alcune visite guidate, oltre che in italiano e tedesco, in lingue straniere: albanese, arabo, bosniaco-serbo-croato, urdu e hindi. Inoltre si potranno richiedere alla cassa dei testi in lingua cinese da supporto per la visita in museo.

Le visite guidate sono adatte per adulti e per famiglie con bambini.

L’ingresso e le visite guidate sono gratuiti.

Orario per le visite guidate:

10.30 tedesco

11.00 urdu/hindi

11.30 albanese

12.00 arabo

12.30 bosniaco/serbo-croato

13.00 italiano

14.30: tedesco

15.00: urdu/hindi

15.30: albanese

16.00: arabo

16.30: bosniaco/serbo-croato

17.00: italiano

Numero partecipanti: max. 20 per guida. Prenotazioni alla cassa del museo.



Südtiroler Archäologiemuseum, Museumstr. 43, 39100 Bozen. Tel. 0471-320100, www.iceman.it

Museo Archeologico dell’Alto Adige, Via Museo 43, 39100 Bolzano. Tel. 0471-320100, www.iceman.it



In Zusammenarbeit mit / in collaborazione con:

Associazione-Verein Porte Aperte / Offene Türen e Savera, Cooperativa Sociale



















Dr. Giuliana Plotegher

Kulturvermittlerin/Mediatrice culturale

____________________________________________________________________________________

Südtiroler Archäologiemuseum/Museo Archeologico dell’Alto Adige/South Tyrol Museum of Archaeology

Südtiroler Landesmuseen/Musei Provinciali Altoatesini

Museumstr. 43 - Via Museo 43

I-39100 Bozen/Bolzano



office 0039-0471-320135

fax 0039-0471-320122

web www.iceman.it

mercoledì 5 maggio 2010

CON QUESTA FACCIA DA STRANIERO / MIT DIESEM AUSLAENDISCHEN GESICHT

Dopo il successo del progetto “Global Village 2009”, la Libera Università di Bolzano ospita la nuova edizione. Il Centro per la Pace del Comune di Bolzano / Friedenszentrum, oragnizza, all'interno del Global Village 2010 e in collaborazione con l'associazione degli studenti Aiesec l'incontro pubblico alle ore 18 quest'anno una interessantissima testimonianza di un immigrato che racconterà la fatica di integrarsi nel nostro Paese dove incombono le norme severe sui respingimenti e dove vige un clima di intolleranza e di xenofobia molto più forte e molto più marcato di un tempo. Cleophas Adrien Dioma ora vive a Parma ed è uno scrittore. Ha iniziato a a fare la raccolta di pomodori a Rosarno e ha passato tutte le fasi difficili di vita alla ricerca di una dignità e di un modo per radicarsi nel nostro Paese. Lavora come giornalista per alcune riviste importanti come Internazionale, dirige il Festival Ottobre africano ed è anche fotografo e poeta. Glo bal Village è una sorta di fiera della multiculturalità. A Bolzano l'evento è caratterizzato da due parti principali. La prima è costituita da una fiera all'interno della quale studenti dell'università provenienti da 22 paesi differenti hanno potuto presentare la loro cultura attraverso la storia, la musica, la gastronomia e tanto altro con l'allestimento di uno stand, la presentazione di video e di ricette tipiche. Alla fiera hanno preso parte anche varie organizzazioni quali: “Centro per la Pace”, “Emergency”, “Latinoamerica y su Gente”, “Altromercato”, “Young Caritas”, “OEW”, “Integration”, “Croce Rossa Italiana”, “Biblioteca Culture del Mondo” e “Centro Linguistico”. L'atmosfera della fiera è stata poi resa magica dalla presentazione di differenti performance di artiste e comunità etniche.Nella seconda parte è caratterizzata appunto dalla conferenza che quest'anno avrà come ospite appunto Cleophas Adrien Dioma.

mercoledì 28 aprile 2010

esposto contro gli spot di propaganda elettorale prodotti dalla Lega Nord di Bolzano

Alla
Procura della Repubblica Tribunale di Bolzano


Oggetto: esposto contro gli spot di propaganda elettorale prodotti dalla Lega Nord di Bolzano


Il sottoscritto Franco Zadra,
nato a Bolzano il 23 luglio 1953,
residente a Nova Ponente in via Schlossberg 35


Premesso che
L'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana afferma che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali".

La Direttiva europea 2000/43/CE del Consiglio 29 giugno 2000 "che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica", dopo aver ricordato i principi fondanti dell'Unione Europea in termini di tutela giuridica dei diritti di cittadinanza e di lotta contro ogni forma razzismo e xenofobia (azione comune adottata dal Consiglio il 15 luglio 1996 96/443/GAI), stabilisce all'articolo 2, comma 3, che "le molestie sono da considerarsi (...) una discriminazione (...) adottato per motivi di razza o di origine etnica e avente lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo."

Secondo la legislazione sopraccitata qualsiasi attività finalizzata alla discriminazione razziale non è quindi un'opinione, ma un grave reato perseguibile a termini di legge,

tutto ciò premesso,

Espone
nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni comunali del 16 maggio 2010 il partito Lega Nord ha prodotto uno o più spot elettorali trasmessi dalle TV locali. In uno spot due persone in flash veloci e continui con tono duro e minaccioso ripetono alcune frasi tra le quali “Basta stranieri! Firmian al 38%”.
In uno spot differente, con toni più pacati ma dal pericoloso messaggio subliminale, si afferma: “Gli stranieri sono il 58%! Basta stranieri!” senza specificare 58% di cosa (della popolazione provinciale? Nazionale?) inviando così un messaggio falso, scorretto e mendace (stranieri maggioranza rispetto ai locali? Cosa che non corrispondente ai dati reali.) Inoltre la questione stranieri viene mescolata all’interno dello stesso spot a slogan contro l’inquinamento e la criminalità ( il messaggio che passa è l’ equazione stranieri=criminali), con la chiara finalità di diffondere nella popolazione sentimenti di paura e a creare un clima di ostilità e di odio nei confronti di tutti i cittadini stranieri. Infatti non si parla di clandestini o di irregolari, bensì di stranieri indistintamente. Ora essendo io coniugato con una straniera con regolare permesso di soggiorno, che svolge un dignitoso lavoro ed è di conseguenza contribuente della Stato italiano, ritengo il contenuto degli spot minacciosi nei confronti di mia moglie “straniera”, nonché offensivo della sua dignità.

Chiede


1. di verificare alla luce dell'esposto e delle sue premesse se negli spot in questione, vi siano eventuali elementi di reato ai sensi delle normative sopraccitate , in particolare per quanto riguarda la legge n.205 23 giugno 1993 (Legge Mancino), anche in considerazione della condanna emessa il 2 dicembre 2004 dalla sezione penale del Tribunale di Verona nei confronti di alcuni esponenti della Lega Nord.

2. di essere informato dell'eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari e/o dell'eventuale richiesta di archiviazione della presente istanza


Distinti saluti

Franco Zadra

mercoledì 21 aprile 2010

La questione immigrazione è la questione strategica

La questione immigrazione è la questione strategica di tutte le nostre società europee. Una società futura integrata e pacifica dipende anche da come oggi trattiamo il tema della presenza di concittadini che provengono da tante parti del mondo.

La destra moderata o estremista costruisce le sue campagne elettorali sulla pelle degli immigrati giocando con gli istinti più bassi e fomentando paure, discriminazioni e guerre fra poveri.

Il centrosinistra moderato parla, ma sottovoce, perchè il tema può far perdere voti; gli immigrati non possono votare. Fanno finta di niente anche molti “radicali” puri e duri che preferiscono parlare di altro.

Noi invece non vogliamo prendere in giro i cittadini raccontando bugie e brutte favole.

A Bolzano oltre il 12% dei cittadini provengono da altri stati, sono migranti. Una realtà grande, imprescindibile, una risorsa enorme per il futuro di Bolzano..

Non servono assessorati contro gli immigrati, come pensa il candidato del centrodestra.

Noi riteniamo invece che le parole d’ ordine debbano essere: inclusione sociale, confronto, convivenza.

Vanno superate tutte le forme di discriminazione per legge provinciale nel settore della casa, dell’ educazione, dei diritti sociali. I bisogni non si possono nascondere sotto il tappeto dell’ ipocrisia. Le risorse ci sono ed è cinico mettere i bisogni degli immigrati contro quelli degli autoctoni italiani.
Vanno sostenuti e rafforzati i servizi pubblici e dell’ associazionismo che si occupano di accoglienza e integrazione degli immigrati e va istituito un osservatorio comunale.
Vanno sostenuti percorsi autonomi di rappresentanza degli immigrati rafforzando i poteri della consulta comunale di Bolzano, prevedendo il consigliere aggiunto e vanno sostenute seriamente tutte le forme associative.
Va riconosciuto e sostenuto ( luoghi di incontro) il bisogno culturale e linguistico degli immigrati anche per mantenere come patrimonio lingua e cultura di origine e poterle poi elaborare e “contaminare” nel confronto con le nostre.
Vanno riconosciuti i bisogni religiosi degli immigrati - negarli è osceno-e va riconosciuto e sostenuto il diritto a luoghi di culto dignitosi per tutte le fedi, compresa ovviamente una delle maggioritarie cioè quella islamica. La parola moschea non deve far paura..
Vanno sostenute le famiglie immigrate che possono trovarsi in difficoltà nel passaggio da una società di origine alla nostra, le donne immigrate con le loro specificità e differenze di genere e soprattutto va fatto un grande investimento sociale, educativo e culturale sulle nuove generazioni, sui ragazzi e ragazze nati/e e cresciute/i nella nostra città. Questa sulle nuove generazioni è la sfida più importante.
Siamo consapevoli delle criticità e dei problemi. L’ immigrazione non è mai una passeggiata, nè per chi è stato costretto a cercare in altri paesi condizioni di vita migliori e neppure per la società di accoglienza che si trova di fronte a nuove sfide spesso difficili. Ma i seminatori di diffidenza, di odio e di paure ci portano verso un baratro di incomunicabilità, di separatezza e di conflitto. Un futuro da evitare e che non vogliamo.

Immaginiamo una città luogo di convivenza, di rispetto reciproco delle differenze. La Bolzano del futuro avrà entro breve fra i protagonisti della sua vita sociale, politica e culturale anche tanti figli di immigrati dal Marocco, dall’Albania, dall’ Ucraina o dal Pakistan.... Oggi possiamo gettare le basi per una Bolzano città aperta al mondo, capitale della convivenza, o al contrario per una città rancorosa e chiusa su se stessa.

Anche questo è in gioco il 16 maggio.



Luigi Gallo

lunedì 12 aprile 2010

Incontri con cittadini di altri paesi

l'Associazione culturale Latinoamérica Y Su Gente di Bolzano
segnala questa interessante iniziativa culturale,
che consiste in incontri con cittadini di altri paesi,
documentari e assaggi di pietanze esotiche, appunto: Sapori dal Mondo!

La prima serata della serie di primavera, sempre di sabato,
avrà come paese da conoscere il Brasile,
sabato 17 aprile 2010 alle ore 19,30
presso il Caffé Carducci in via Carducci a Bolzano.

Il piatto della serata:

Prato misto brasileiro:
Bacalhau com suflê de batata ao forno
Verdura Julienne ao forno e riso branco
Sobremesa:
Bolo de abacaxí

Piatto misto brasiliano:
Baccalá con suflé di patate al forno
verdure julienne al forno
Dessert:
Torta di ananas

Prezzo: 12 Euro
Prenotazione obbligatoria!

Vi aspettiamo!
Danyella Caffé Carducci
Isabel Associazione culturale Latinoamérica Y Su Gente
allegato volantino!


Hallo!

Der Kulturverein Latinoamérica Y Su Gente von Bozen
gibt folgende interessante kulturelle Initiative bekannt,
die darin besteht Bürger fremder Länder kennen zu lernen,
Dokumentare zu besichtigen und exotische Speisen zu verkosten,
deshalb: Aromas der Welt!

Der erste Abend dieser Frühlingsserie, immer Samstags,
wird uns Brasilien näher bringen,
Samstag, den 17. April 2010 um 19,30 Uhr
im Caffé Carducci in der Carduccistrasse in Bozen!

Der Teller des Abends:

Prato misto brasileiro:
Bacalhau com suflê de batata ao forno
Verdura Julienne ao forno e riso branco
Sobremesa:
Bolo de abacaxí

Gemischter Brasilianischer Teller:
Stockfisch mit Kartoffelsouflé vom Rohr
Juliennegemüse vom Rohr
Dessert:
Ananaskuchen

Preis: 12 Euro
Vormerkung notwendig!

Wir erwarten euch alle!
Danyella, Caffé Carducci
Isabel, Kulturverein Latinoamérica Y Su Gente
Flugzettel anbei!

Sostegno a progetti specifici transnazionali nell'ambito del programma specifico Diritti fondamentali e cittadinanza

La Commissione europea - Direzione Giustizia, libertà e sicurezza ha pubblicato il call for proposals "Sostegno a progetti specifici transnazionali nell'ambito del programma specifico Diritti fondamentali e cittadinanza".
Scadenza presentazione proposte: 29 aprile 2010



Aree prioritarie per il 2010:
- tutela dei diritti del bambino;
- lotta al razzismo, alla xenofobia e all'antisemitismo;
- lotta contro l'omofobia: rafforzamento/miglioramento della comprensione e tolleranza;
- partecipazione attiva alla vita democratica dell'Unione;
- formazione e messa in rete delle professioni legali e gli avvocati praticanti;
- protezione dei dati e diritti della privacy.

Destinatari. Possono partecipare organizzazioni non governative, istituzioni e organizzazioni private e pubbliche, università, istituti di ricerca, autorità locali, regionali e nazionali, tutte le organizzazioni non-profit internazionali e nazionali con sede in uno dei paesi dell'Unione europea.

Budget. Ogni progetto potrà ricevere un finanziamento compreso tra 100mila e un milione di euro. Il contributo comunitario potrà coprire fino all'80% dei costi totali ammissibili del progetto.

Per maggiori informazioni consulta il bando e la documentazione per la presentazione delle proposte sul sito della Commissione europea - Direzione Giustizia, libertà e sicurezza.

sabato 10 aprile 2010

Presentazione del libro



Il Centro per la Pace del Comune di Bolzano vi segnala due appuntamenti culturali realizzati con la collaborazione della Libreria Mardi Gras Vis, che ha sede a Bolzano in via Andreas Hofer 3.
Si tratta della presentazione di due libri dedicati alla tematica dell'immigrazione. Gli incontri vedranno la presenza dell'autore e saranno coordinati dal sociologo Adel Jabbar.



Lunedì 19 aprile 2010, Libreria Mardi Gras Vis, ore 18
Presentazione del libro
IL MURO DI VETRO. L'ITALIA DELLE RELIGIONI
(a cura di Brunetto Salvarani e Paolo Naso)
con l'autore PAOLO NASO, docente di Scienze Politiche. Giornalista per lungo tempo direttore di Confronti e poi direttore della rubrica religiosa in Rai "Protestantesimo". Valdese, si è occupato del ruolo delle religioni in vari scenari, in particolar modo di Medio Oriente, Irlanda del Nord, i Balcani, il Sudafrica. E' considerato uno dei massimi studiosi italiani di Martin Luther King. Nel 2007 è stato Visiting Professor alla Divinity School della Wake Forest University del North Carolina. E' stato consulente del Ministero della Solidarietà sociale con il ministro Paolo Ferrero.

Lunedì 26 aprile 2010, Libreria Mardi Gras Vis, ore 18
presentazione del libro

REGOLE E ROGHI. METAMORFOSI DEL RAZZISMO

Sarà presente l'autrice ANNAMARIA RIVERA, docente di Etnologia all'Università di Bari. Si è occupata delle storie di vita in etnologia e in antropologia delle culture contadine e delle religioni popolari.
Regole e Roghi. Passione civile e rigore intellettuale rendono compatta questa raccolta di articoli, preceduta e aggiornata da un ampio saggio sul razzismo «nell’epoca della sua riproducibilità mediatica», che si sofferma soprattutto sul caso italiano. Scritti nell’ultimo decennio per quotidiani e periodici, gli articoli, pur affrontando temi svariati, ruotano tutti intorno alla questione della realtà e delle rappresentazioni dei migranti e delle minoranze nelle società europee. Uno dei meriti della raccolta è di mostrare le tappe e lo sviluppo di tendenze oggi del tutto palesi: la manipolazione politica e mediatica di diversità culturali e religiose o di fatti di cronaca in funzione anti-immigrati e anti-rom; l’uso demagogico del tema della sicurezza e la strategia del capro espiatorio; il riemergere di forme di antisemitismo; la dialettica perversa fra il razzismo «democratico» e quello senza aggettivi. Il tema adombrato nel titolo coincide con la tesi principale del volume: il razzismo istituzionale, veicolato e rafforzato dal sistema mediatico, alimenta la xenofobia popolare e se ne serve per legittimarsi. Questo circolo vizioso, utile a deviare le ansie collettive e a catturare consenso, tende a ridurre migranti e minoranze a «nuda vita».



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Associazione Pax Christi Punto Pace Bolzano / Pax Christi Treffpunkt Bozen
Sede legale: piazza Gries, 18 – 39100 BOLZANO
Gestione del Centro per la Pace del Comune di Bolzano / Friedenszentrum der Gemeinde Bozen
Palazzo Altmann/ Haus Altmann: Piazza Gries – Grieser Platz 18 - 39100 Bolzano Bozen
Codice fiscale - Steuernummer: 94074690218
Tel.: 0471/402382 - Fax: 0471/404751.
E-mail: centropacebz@gmail.com

Appello alle associazioni, ai cittadini e cittadine

Appello alle associazioni, ai cittadini e cittadine


Si sta costituendo il Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di
Bolzano.

Come nelle altre Regioni italiane il comitato avrà il compito di informare i
cittadini sul concreto rischio di privatizzazione della gestione dell’acqua
potabile, causato dall’ultimo decreto legislativo del Governo (l’art. 23 bis
L. 133/08 così come modificato dall’art. 15 L. 166/09, detto decreto
Ronchi), che è stato approvato arrogantemente con la fiducia sottraendosi a
qualsiasi discussione parlamentare.
Purtroppo il Governo ha voluto intrecciare la normativa sulla gestione dei
servizi pubblici essenziali (energia, acqua, nettezza urbana, ecc.) con il
rispetto delle leggi Europee alla libera concorrenza. Tale forzatura
politica mette a rischio anche la nostra Autonomia Provinciale, che si era
dotata di una buona legge sulla gestione dei servizi pubblici essenziali.
Anche se necessari, a poco serviranno le integrazioni agli statuti comunali
che ridefinisce l’acqua come bene non a rilevanza economica (come fatto a
Merano). Inoltre, quasi tutte le forze politiche in Alto Adige hanno
affermato di essere contrarie alla imposizione forzata di privatizzare il
servizio di gestione dell’acqua potabile, ma questo non garantisce il
diritto all’acqua pubblica dei cittadini italiani e sudtirolesi. La nuova
normativa obbliga le aziende pubbliche che gestiscono l'acqua potabile in
Sudtirolo entro il 31 dicembre 2011 alla vendita forzata del 40% del
capitale.
Non possiamo concedere agli interessi privati di pochi nemmeno uno spiraglio
legislativo, che ci possa privare del diritto all’acqua pubblica. Per questo
il Forum Italiano dei Movimento per l’acqua (www.acquabenecomune.org) ha
promosso la campagna referendaria con tre quesiti abrogativi. Tre mesi di
raccolta firme con inizio il 24 aprile 2010. Obbiettivo minimo: 500.000
firme.

Anche noi in Alto Adige dobbiamo fare la nostra parte!

Vi chiediamo:
• Aderire ufficialmente come ente/associazione/sindacato/partito alla
campagna referendaria
• Motivare i propri iscritti a contribuire nelle azioni di raccolta
firme
• Se tra i propri iscritti ci sono pubblici ufficiali invitarli a
presenziare i tavoli
• Inviare ai propri iscritti l’invito di andare a firmare nel proprio
comune di appartenenza
• Di informarci sulle vostre iniziative e feste in cui prevedere la
raccolta firme
• Attenzione alle feste del 25 aprile e del 1° maggio!

Vi offriamo
• Invio e ritiro dei moduli referendari a tutti i comuni del Sudtirolo
• Moduli di raccolta firme ufficiali della campagna referendaria
nazionale nella sede del Dachverband.
• Materiale informativo bilingue per i banchetti. (almeno in formato
elettronico)
• Coordinamento pubblici ufficiali (Dachverband area Bolzano)

Prossimi appuntamenti:

Lunedí 19 aprile alle ore 18.30 in Piazza del Grano 10 al Dachverband –
incontro organizzativo!

Sabato 24 aprile alle ore 9-13 in piazza Municipio a Bolzano, primo
banchetto referendario con mobilitazione popolare e conferenza stampa.

È in definizione un incontro con l’Assessore Laimer per ottenere una
adesione da parte del Consiglio Provinciale alla campagna referendaria.



Appell an alle Vereine und BürgerInnen
Es bildet sich gerade das Referendumskomitee Wasser öffentliches Gut –
Provinz Bozen
Auch in Südtirol hat dieses Komitee die Aufgabe die BürgerInnen über die
gefährlichen und arroganten Liberalisierungsmaßnahmen der
Trinkwasserversorgung (l’art. 23 bis L. 133/08 modificato dall’art. 15 L.
166/09 – sog. decreto Ronchi) der Regierung zu informieren, die mit völliger
Unterbindung einer parlamentarischen Diskussion nach Vertrauensfrage
durchgeboxt wurden.
Leider hat die italienische Regierung die Gesetzgebung bezüglich der
essentiellen Dienstleistungen der Daseinsvorsoge (Wasser, Energie,
Müllversorgung, usw.) mit den Ausführungsbestimmungen der EU-Verpflichtung
bei marktrelevanten öffentlichen Dienstleistungen verbunden. Diese
politische Forcierung bringt unsere Autonomie in Gefahr, auch wenn die
Landesregierung ein sehr gutes Gesetz zur Regelung der Daseinsvorsorge
anwendet. Die Integration und Veränderung der Gemeindestatuten, die
versuchen Wasser als nicht marktrelevantes Gut auszuklammern (Gemeinde
Meran), sind zwar notwendig, aber reichen nicht aus die
Liberalisierungsmaßnahmen zu stoppen. Fast alle Parteien haben sich negativ
zur Liberalisierung der Wasserversorgung ausgesprochen, aber dies schützt
die BürgerInnen nicht davor, dass sog. In house Betriebe vollständig
öffentlichen Gesellschaften die von den Gemeinden bestimmt werden, bis zum
Datum 31 Dezember 2011 aufgehoben oder 40 % der Kapitalaktien verkauft
werden müssen.
Wir können es uns nicht leisten, dass private Interessen einiger Wenigen uns
um das Recht auf Wasser berauben. Deshalb hat das Forum Italiano dei
Movimento per l’acqua (www.acquabenecomune.org) drei abrogative
Referendumsfragen einberufen. Die Unterschriftenaktion zur Unterstützung der
Referenden beginnt am 24 April 2010. Mindestziel: 500.000 Unterschriften in
ganz Italien.
Auch wir Südtrioler müssen unseren Beitrag geben!
Wir brauchen von Euch:
• Offizielle Adhäsion Eurer Vereinigung/Partei/Gewerkschaft zur
Verwirklichung der Referenden
• Eure Mitglieder zu motivieren bei der Unterschriftensammlung
mitzuarbeiten
• Falls zu Eurer Organisation Amtspersonen zählen, diese auffordern
bei den „Standln“ mitzuhelfen.
• Eure Mittglieder schriftlich aufzufordern bei der eigenen Gemeinde
die Referenden zu unterschreiben.
• Uns über Eure Initiativen und Feste zu informieren (25ter April und
1ter Mai!)

Was bieten wir Euch:
• Versand der Bogen zur Unterschriftensammlung an alle südtiroler
Gemeinden
• Zweisprachiges Infomaterial und Bogen zur Unterschriftensammlung im
Sitz des Dachverbands.
• Koordination der Amtspersonen (Dachverband Raum Bozen)
Nächsten Schritte:
Donnerstag 19ter April um 18.30 Uhr am Kornplatz 10 im Sitz des Dachverbands
– Treffen zur Organisation des Referendums in Südtirol.
Samstag 24ter April von 9-13 Uhr am Rathausplatz in Bozen - Kundgebung mit
Pressekonferenz und erstes Standl zur Unterschriftensammlung.
Wir versuchen gerade ein Treffen mit Assessor Laimer zu erhalten, um eine
offizielle Unterstützung der Referenden seitens der Landesregierung zu
erhalten.
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martedì 6 aprile 2010

INTERROGAZIONE

Al presidente

del consiglio provinciale di Bolzano



INTERROGAZIONE



Edilizia agevolata: rilievi della Corte dei Conti alle delibere della giunta provinciale?



Negli ultimi mesi la giunta provinciale ha approvato due importanti delibere nel campo dell’edilizia agevolata, e cioè:

DELIBERA 3109 DEL 30.12.2009;
DELIBERA 331 DEL 01.03.2010.
Entrambe hanno un significativo effetto in particolare sulla elargizione di alloggi e contributi dedicati ai cittadini extracomunitari. Infatti,

Nella delibera 3109/2009 si fissa per la prima volta il termine dei primi 4 mesi dell’anno (gennaio-aprile) per presentare le domande di sussidio da parte dei cittadini extracomunitari (art.1, c. 6) e si dispone l’iscrizione al 1.1.2010 delle comande presentate di cittadini extracomunitari presentate ma non approvato nell’anno 2009.

Nella delibera 331/2010 si fissano le cosiddette quote di sussidi e alloggi per i cittadini extracomunitari, con relativo sistema di calcolo.



Si chiede



Ad oggi le due delibere sono valide e in vigore in ogni loro parte, o l’applicazione di alcune loro parti è stata sospesa, o abrogata, o modificata? Se sì, quali parti, e con quali atti sono state sospese, abrogate o modificate?
Corrisponde al vero che su una delle due delibere (o su entrambe) la Corte dei conti ha avanzato osservazioni critiche?
Se sì, su quale delibera e su quali suoi punti e con quali argomentazioni sono state avanzate le citate osservazioni? La giunta ha presentato sue controdeduzioni, e se sì, con quale argomentazione?
Si richiede copia integrale delle osservazioni della Corte dei Conti e delle eventuali risposte ufficiali fornite dalla giunta provinciale.

Bolzano, 31 marzo 2010
Firmato Consiglieri



Riccardo Dello Sbarba



Hans Heiss

lunedì 22 marzo 2010

Creazione di una piattaforma politica.

Amici, il Comitato Nazionale Primo Marzo, ha deciso di continuare ad organizzare iniziative varie che vadano nella direzione di sensibilizzare l’oppinione pubblica sul fenomeno dell’immigrazione e hanno proposto la creazione di una piattaforma politica. Piattaforma che verrebbe sviluppata negli incontri stabiliti, uno regionale il 27 o 28/03 in luogo da definire e un incontro nazionale l’11/04 a Roma.
La Rete per i diritti dei senza voce insieme a Voi deve prendere una decisione su l’adesione al Comitato Nazionale in quanto noi abbiamo conformato il Comitato per la provincia di Bolzano.
La Rete considera sia importante tenere i contatti con una realtà nazionale organizzata, però è consapevole della difficoltà che rappresenta portare avanti iniziative locali che rifletteranno le richieste specifiche in provincia e agire anche in contemporaneo secondo le richieste di un organismo nazionale.

Attendiamo il vostro parere e le vostre riflessioni.
A presto,
Teodora
Rete per i diritti dei senza voce

mercoledì 17 marzo 2010

Giornata mondiale dell’acqua ONU

Invito a partecipare – Giornata mondiale dell’acqua ONU



Operation Daywork, OEW e Centro Pace del Comune di Bolzano organizzano per venerdì 19 marzo alle ore 18.30 nella sala delle rappresentanze del comune di Bolzano una conferenza con ospiti dal Salvador ed esperti locali sul tema “Acqua – diritto o bene economico?” (v. volantino allegato).

La speranza dei ragazzi che compongono l’associazione Operation Daywork (www.operationdaywork.org) è che durante la discussione pubblica di venerdì si possa costituire anche a Bolzano un comitato locale trasversale fra tutti gli attori impegnati nel sociale o nel politico per la raccolta delle firme per la presentazione dei quesiti referendari volti alla abrogazione delle norma del Governo che potrebbe privatizzare l’acqua con l’obiettivo di ribadire una questione di giustizia sostanziale: l’acqua è un bene comune non monetizzabile. La raccolta delle firme da parte di cittadini consapevoli, affinché questi quesiti referendari vengano approvati, è un momento di democrazia partecipativa cui anche la realtà locale non può sottrarsi.





Einladung – Weltwassertag der UNO



Operation Daywork, OEW und Friedenszentrum der Gemeinde Bozen organisieren am Freitag den 19ten März um 18.30 Uhr im Festsaal der Gemeinde Bozen in der Gummergasse 7 eine Diskussionsrunde mit Gästen aus Salvador und lokalen Experten zum Thema „Wasser – Menschenrecht oder Wirtschaftsgut“. (siehe Flyer)

Die Hoffnung der StudentInnen von Operation Daywork (www.operationdaywork.org) ist, dass bei der öffentlichen Diskussion am Freitag einzelne Bürger, Sozialverbände und Parteien die Basis für die Bildung einer breiten transversalen Arbeitsgruppe legen, um die Unterschriftensammlung für das abrogative Referendum (abschaffendes Volksentschied) des Dekrets Ronchi zu koordinieren. Mit der Abschaffung einiger gezielter Gesetzesartikel unterstreicht man unmissverständlich, dass Wasser kein kommerzielles Gut ist aus dem man Profit schlagen kann. Di Unterschriftensammlung seitens bewusster Bürger ist ein partizipierter demokratischer Prozess, dem sich auch unsere lokale Gesellschaft stellen muss.

lunedì 15 marzo 2010

ITALIA: Razzismo, un sito web per denunciare la discriminazione in tv o in rete

13 marzo 2010 9:51

ITALIA: Razzismo, un sito web per denunciare la discriminazione in tv o in rete

E' attivo da pochi giorni su un sito web un servizio che consente ai cittadini di segnalare articoli, siti, blog e servizi radiotelevisivi a contenuto razzista o discriminatorio. Lo rende noto l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, che opera presso il Ministero per le Pari Opportunita', in relazione alla notizia dell'individuazione del responsabile del sito razzista della sezione italiana del Ku Klux Klan, ad opera della Polizia postale.

Massimiliano Monnanni, direttore dell'Unar, sottolinea come l'Ufficio, come autorita' preposta al contrasto di ogni forma di discriminazione razziale, aveva immediatamente denunciato lo scorso 2 novembre alla Procura della Repubblica l'esistenza del sito del Ku Klux Klan. E 'proprio per contrastare in maniera sempre piu' efficace e tempestiva ogni fenomeno razzista o xenofobo sul web - aggiunge Monnanni - l'Unar ha reso operativo in questi giorni un servizio centralizzato di rilevazione e denuncia dei fenomeni discriminatori nei media e sul web'. Un servizio attivo 24 ore su 24 sul sito www.unar.it (http://www.unar.it).

'Le segnalazioni verranno inserite, una volta effettuate le opportune verifiche e valutazioni, all'interno del data base del Contact Center che ne curera' la relativa trattazione secondo procedure analoghe a quelle previste per le segnalazioni on line, procedendo all'immediato inoltro alla Polizia Postale' conclude.