martedì 16 febbraio 2010

festeggiamenti Natale di Muhammad (“Pace e benedizione su di lui”)

Invito


Oggetto: festeggiamenti Natale di Muhammad (“Pace e benedizione su di lui”)

Con la presente comunico che il giorno 21 febbraio 2010, presso la Sala di rappresentanza del comune di Bolzano Vicolo Gumer 39100 Bolzano avranno luogo i festeggiamenti della nascita di Muhammad (“Pace e benedizione su di lui”).

La durata della cerimonia è prevista dalle 14:00 alle ore 19:00.

Parteciperanno inoltre alcuni rappresentanti delle associazioni Culturali MINHAJ Italia da Arezzo,

Carpi (MO) e Milano.



La manifestazione è organizzata dall’Associazione Culturale MINHAJ Alto Adige, la quale ha invitato anche alcuni rappresentanti del mondo delle Associazioni e delle Istituzioni politiche e sociali della nostra Provincia.

Avremmo molto piacere nel poterla salutare alla nostra festa, nel qual caso le chiediamo, per motivi organizzativi, di confermare la sua partecipazione.

Cordialmente,

Il segretario

ABDUL JABBAR



ASSOCIAZIONE CULTURALE MINHAJ

Tel. 3288419722

Email minhaj.Bressanone@yahoo.it

www.minhaj.org; www.minhaj.it

ROSARNO, ITALIA, MONDO

ROSARNO, ITALIA, MONDO

Siamo dei cittadini italiani residenti in Francia e dei cittadini francesi che si occupano, professionalmente, dell’Italia. Per questo, di fronte ai fatti accaduti a Rosarno esprimiamo la nostra indignazione.
Gli immigrati di Rosarno, come tutti i migranti nel mondo, costituiscono un vero e proprio esperimento biopolitico per i poteri. Prima sono ammassati in condizioni disperate, poi sono sfruttati implacabilmente sul posto di lavoro, infine sono espulsi vergognosamente verso destinazioni misteriose. A queste tre fasi, ordinarie, nella vita di un immigrato, se ne aggiunge spesso, soprattutto negli ultimi tempi, un’altra. Gli immigrati sono vittime di una vera e propria caccia all’uomo : seguiti, pedinati, braccati, bastonati, finalmente uccisi o espulsi.
E’ successo altrove, in Spagna o alla frontiera messicana, si è ripetuto a Rosarno.
Per qualche lungo giorno gli abitanti della cittadina calabrese hanno rincorso, impaurito, sprangato, sparato contro i lavoratori immigrati. La reazione del potere statale è stata la solita: per placare gli animi della « brava gente » si è attuata la pulizia etnica, deportando i migranti.
La storia si ripete, quando le vittime erano proprio gli italiani, nelle miniere belghe, nelle campagne americane o nelle saline francesi1.
Si tratta di denunciare, senza tergiversare le quattro fasi che sono inestricabilmente connesse. In termini più chiari, non si può essere indignati per la « caccia al negro » se non si afferma il principio della regolarizzazione dei lavoratori immigrati, non è lecito impietosirsi sulle condizioni di vita degli immigrati se non si è, fino in fondo, contro lo sfruttamento che essi subiscono in quanto lavoratori meno protetti.
La maggior parte di noi lavora nel mondo dell’educazione. Non possiamo far a meno di sottolineare il legame fra questi tragici avvenimenti e la cancellazione della memoria storica. Gli italiani « brava gente », democratici, hanno espunto dai loro ricordi le avventure sanguinarie della colonizzazione italica e, figli del « boom » economico, hanno voluto dimenticare il loro passato di « hobo », di « Macaroni », di « Degos », con la valigia di cartone.
E non possiamo fare a meno neanche di sottolineare il legame fra queste esplosioni razziste e la questione dell’istruzione e dei saperi. Negli stessi giorni dei fatti di Calabria, il ministro
1 Si veda a questo proposito il libro recente di Gérard Noiriel, Le massacre des Italiens, Aigues-Mortes 17 août 1893, Paris, Fayard, 2010.
Gelmini annunciava un tetto massimo di 30% di studenti stranieri nelle classi italiane. Proposta insensata e irresponsabile, il cui unico scopo, propagandistico, è quello di rafforzare il sentimento di insicurezza e di paura.
Questo si chiama qui da noi, in Francia, « dibattito » sull’identità nazionale, pulizia della « giungla » di Calais, rafforzamento e creazione di nuovi centri di « permanenza temporanea » per immigrati, passaggio forzato della nuova legge sull’autonomia delle università, perché « Gelmini » è il nome italiano di un progetto di riforma, altrettanto discriminatorio, che, dappertutto in Europa, punta alla distruzione dell’università pubblica, seguendo i dettami del cosidetto processo di Bologna.
C’è razzismo laddove c’è ignoranza. È per questo anche che ci sentiamo colpiti, come insegnanti – e non solo – minacciati dalle riforme in corso, da quanto è accaduto a Rosarno.
Gli immigrati di Rosarno, prima di essere banditi, si sono rivoltati.
Che facciamo di fronte a questo atto di renitenza ?
Non ascoltarlo, sarebbe sprofondare ancora di più nell’intollerabile, nella bassezza, nella volgarità che secernono le nostre democrazie–per–il–mercato. Ascoltarlo, non significa tuttavia voler « aiutare » gli immigrati. Gli immigrati si sono riscattati da soli. Sono loro che ci ri–apprendono a dire no. Non ci indicano nessuna strada, se non quella dell’emancipazione. Non hanno chiesto nulla, hanno solo imposto le loro esigenze.
Riprendere il loro gesto, significa allora innanzitutto combattere contro lo sfruttamento. Ribellarsi non in generale contro la schiavitù, ma concretamente contro le ingiustizie capitalistiche, contro le storture che il sistema, tormentato da una crisi da cui non esce, riprodurrà sempre più violentemente.
Noi che viviamo e che lavoriamo in Francia, aderiamo allo sciopero dei migranti indetto per il 1 marzo in Italia, auspicando che questa giornata diventi il primo atto di uno sciopero generale europeo di « tutti » i lavoratori (migranti e non, regolari e non) contro lo sfruttamento e il razzismo, concreta sua deriva. C’è urgenza : si tratta di inventare, contro il falso e ripugnante « universale » che il capitale incarna, la pratica di un nuovo senso del comune, con i senza voce, dei senza voce, da Rosamo al mondo.
http://www.lapetition.be/en-ligne/rosarno-italie-monde-6262.html
Saverio Ansaldi, Université Montpellier 3
Carlo Arcuri, Université d’Amiens
Etienne Balibar, Université Paris X
Michèle Bompard-Porte, Université de Bretagne Occidentale
François Bouchard, Université de Tours
Marina Caruso
Leonardo Casalino, Université Grenoble III
Collectif Univers.Cité Lille 3
Alina Curioni
Marta Di Nuccio
Anne François
Christian Hartmann
Costanza Jori, Université Paris 3 Sorbonne Nouvelle
Frank La Brasca, Université de Tours
Enrica Lippolis
Luigi Magri, direttore di cinema, Tremblay-en-France
Jean-Paul Manganaro, Université Lille 3
Christophe Mileschi, Université Paris 10
Sandra Millot, insegnante di italiano, Saint-Denis
Aldo Pardi, Université Lille 3
Giorgio Passerone, Université Lille 3
Veronica Riva
Anne-Marie Saint Marc
Jean-Claude Saint Marc
Luca Salza, Université Lille 3
Italo Stellon, INCA CGIL
Jean Marie Straub, regista
Cristina Terrile, Université de Tours
André Tosel, Université de Nice
Jean-Charles Vegliante, Université Paris 3 Sorbonne Nouvelle

martedì 9 febbraio 2010

norme edilizia abitativa agevolata

DOCUMENTO VOTO allegato al Bilancio 2010
OGGETTO: norme edilizia abitativa agevolata

Premesso che
durante la discussione in Consiglio Comunale del Bilancio Sociale dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB) i vertici dell'azienda hanno reso noto che nei primi mesi del 2009 l'erogazione del reddito minimo di inserimento è già aumentata rispetto al 2008 di oltre il 75%;

nel 2008 sono state 1769 le persone che hanno usufruito delll'assistenza economica, 137 in più dell'anno precedente, ma nei primi 5 mesi del 2009 si sono registrati aumenti del 50% con punte fino al 75% nei quartieri di Oltrisarco e Don Bosco, relative a richieste legate in maggior parte al problema del apgamento degli affitti;

tale situazione esplosiva rappresenta il prevedibile risultato negativo dell'attuazione dell'articolo 5, comma 7 della Legge Provinciale 17.12.1998 n. 13 sull'ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata, così come è stato sostituito, dalle norme della legge provinciale 13.10.2008 n.9, approvate frettolosamente in piena campagna elettorale per le elezioni ultime provinciali, che hanno abolito di fatto il criterio del bisogno reale per i cittadini migranti extracomunitari;

tali norme, infatti, hanno prodotto una secca riduzione di circa un terzo della quota di risorse e di alloggi IPES per i migranti extracomunitari, i quali, con lo scopo di poter continuare a rispettare i requisiti necessari per il permesso di soggiorno, in particolare, quelli legati alla casa, trovandosi in situazione di emergenza economica senza più la concreta possibilità di poter concorrere all'assegnazione di un alloggio IPES, sono stati costretti a rivolgersi ai servizi sociali Comuni e alle associazioni di volontariato;

tale fenomeno è concentrato particolarmente sul Capoluogo e l'attuale situazione è destinata ad aggravarsi a causa della Delibera n. 1885 approvata dalla Giunta provinciale nella seduta del 20.07.2009 che per attuare le norme di legge sopracitate prevede mediante un arbitrario sistema di calcolo della media ponderata tra consistenza numerica dei migranti e fabbisogno, un' ulteriore drastica riduzione delle risorse e degli alloggi disponibili con il risultato che, da oggi alla fine dell'anno la quota di alloggi disponibili è già esaurita e che sono già stati spesi 8,5 milioni di euro sui 10,5 stanziati nel bilancio;


Tutto ciò premesso, considerati gli inaccettabili e disastrosi risultati in termini di emergenza sociale, umana e civile che rischiano di sconvolgere la vita cittadina e di mettere in crisi i servizi e le finanze comunali anche per il 2010, il Consiglio Comunale IMPEGNA la Giunta Comunale a

aprire una trattativa con al Giunta provinciale e in sede di Consorzio dei Comuni, con il coinvolgimento delle forze economiche e sociali, per affrontare l'attuale emergenza e per rivedere complessivamente le norme controproducenti e inaccettabili approvate frettolosamente a ottobre;

verificare la legittimità della delibera della Giunta Provinciale n. 1885 nella parte relativa al calcolo arbitrario della media ponderata tra consistenza numerica della popolazione migrante di origine extracomunitaria e fabbisogno reale, considerato che il calcolo della popolazione e del fabbisogno sono artificiosamente sottostimati.

Consigliere Comunale Guido Margheri

Che amarezza e delusione... Commenti.

@Complimenti, mi sembra un ottimo intervento, ciao luisa

@Per quello che serve sono dalla vostra parte. Ti prego comunica ai firmatari dell’articolo che almeno una famiglia di Merano è dalla loro parte e se mai decideste di aprire un centro culturale o una moschea sotto casa mia ne saremmo onorati e vi pregheremmo di accoglierci (noi e il nostro piccolo figlio di due anni e mezzo) per farci meglio conoscere la vostra cultura e le vostre tradizioni. Spero che gli idioti che ora vi scacciano cambino idea. Se è vero che gli imbecilli sono tanti non cadete nell’errore di credere che siamo tutti così e darla vinta all’odio (i fascisti di Unitalia vogliono aizzare gli italiani contro di voi ma anche voi contro gli italiani). Siamo tutti esseri umani e, per fortuna, moltissimi italiani non sono idioti.
Simpatia e auguri
Aaron Belotti


@comprendo lo stegno espresso da chi si vede negato
il diritto di esprimere e praticare la propria cultura e religione
in un ambiente degno della sua comunità.
ne sono spiaciuto
c´è spazio per tutti.
se ci rispettiamo a vicenda
e se apprezziamo le diversità come ricchezza
e non gìà le stigmatizziamo come pericolo
sempre presupposto
che l´espressione avvenga in modo pacifico,
riconoscendo la Costituzione e le leggi dello Stato,
come valide in tutti i sensi anche per se stessi.
Così io appenderei nelle classi delle scuole ed asili
un simbolo caratteristico per ciascuna cultura / religione
dei bambini / scolari presenti in classe...
non toglierei i crocifissi, ma aggiungerei gli altri simboli...
togliere è negare, è stroncare, comporta mancanza di rispetto
aggiungere significa rispettarsi, apprezzare le diversità,
invitare a conoscersi, a dialogare,
ad accettare la variopinta realtà della vita.

Cordialmente

Karl Trojer, Terlano

@Purtroppo l'ignoranza (la paura dello sconosciuto) e' uno dei mali peggiori e pericolosi di questa societa' e Bolzano ne dimostra l'esistenza in tutta la sua decadenza.. Qui tutto cio' che e' "fuori dal normale" (cosa e chi e' normale?) e "chi non riga dritto" ha la vita assai dura!!! Io come cittadina del mondo e come minuscolo puntino nell'universo solidarizzo totalmente con voi fratelli e sorelle.... Don't give up!!! Franca

Gentili signori, chiedo scusa a voi ed a tutta la vostra comunita'.

Gentili signori, chiedo scusa a voi ed a tutta la vostra comunita'. Lo faccio come bolzanino che si vergogna del modo in cui la sua citta' si e' comportata e si sta comportando nei vostri confronti, rinnegando nella sostanza valori di accoglienza e di rispetto che dovrebbero essere automatici. Chiedo scusa anche come giornalista che ha dovuto aspettare questa vostra illuminante lettera che non avreste mai dovuto scrivere se solo il mio mondo dei media avesse fatto meglio la propria parte: le vostre considerazioni ed i vostri sentimenti sarebbero gia' stati conosciuti ed apprezzati.
Si', la campagna elettorale puo' spiegare molto ma non tutto: e' un periodo in cui, purtroppo, si tira fuori il peggio dalle persone.
La strada del rispetto e della convivenza e' spesso lunga e tortuosa. Ed anche la più' faticosa, che richiede tanta energia ma anche tanta pazienza. Ma, da sempre, e' l"unica che ci porta a buoni frutti. Grazie per questa lettera: non siete soli.

Antonio Visentini

lunedì 8 febbraio 2010

Che amarezza e delusione le ultime polemiche sulla Nuova Moschea di viale Trento !

Spett.Le

CORRIERE DELL'ALTO ADIGE

Che amarezza e delusione le ultime polemiche sulla Nuova Moschea di viale Trento !

Rappresentiamo la Comunita’ Pakistana in Alto Adige, composta ormai da oltre 4000 persone.

Siamo presenti in Alto Adige da oltre 20 anni. Siamo sicuramente una delle 3 Comunita’ straniere piu’ grande.

Siamo stati costretti ad emigrare dal nostro Paese, ed abbiamo scelto di venire a vivere in Alto Adige in quanto la mescolanza di etnie qui presenti pensavamo ci avrebbe accolto meglio che in altre regioni d’Italia.

Avrebbe accolto noi per vivere la nostra vita in serenita’, ed avrebbe dato un futuro ai nostri figli.

Non siamo in Italia per rubare, per spacciare, per far prostituire le nostre mogli. Nessuno dei nostri connazionali si e’ mai distinto per queste attivita’.

Lavoriamo soprattutto nella ristorazione: lavapiatti, camerieri, ma anche cuochi e qualche chef.

A differenza di altre etnie, siamo venuti in Italia per rimanere qui a vivere, e ce la mettiamo tutta per provare ad integrarci al meglio nel tessuto sociale.

Abbiamo sempre rispettato le leggi che sono diventate subito anche le nostre leggi.

Ai nostri figli insegniamo ad amare la terra dove sono nati: l’ Italia.

Nessuno dei nostri connazionali ha mai alzato la voce. Nessuno dei nostri connazionali ha mai dato disturbo.

Siamo un popolo orgoglioso: se vediamo che qualche nostro connazionale fa qualcosa che potrebbe danneggiare il rispetto che avete sempre avuto verso la nostra comunita’, lo riprendiamo subito, riportandolo sulla retta via.

Ora Bolzano, dopo tanti anni di perfetta convivenza e di rispetto reciproco, ci accoltella alle spalle. Perche’ ?

Forse perche’ siamo in un periodo elettorale, e fa comodo a qualcuno apparire in prima pagina, quale paladino nella protezione di che cosa ?

Perche’ nessuno dei Bolzanini dice niente in nostro favore ?

Non abbiamo mai fatto del male a nessuno.

Perche’ proprio ora la nostra presenza spaventa cosi tanto i bolzanini ?

Sono oltre 8 anni che preghiamo in Viale Trento a Bolzano, cosi come in altri luoghi a Bolzano.

Nessuno, fino ad oggi, dei vicini di Viale Trento, si era mai lamentato di noi. Non abbiamo creato alcun tipo di disturbo, alcun rumore.

Fino a quando abbiamo deciso di acquistare ( senza chiedere a nessuno dei soldi ) uno spazio un po’ piu’ grande, capace di accogliere una trentina di persone.

Sfortunatamente, il momento che abbiamo scelto per acquistare questo immobile coincide proprio con la campagna elettorale.

Da questo momento sono incominciati, per noi, i guai: articoli sui giornali, sit-in, proteste, addirittura la televisione.

Esultate e festeggiate con striscioni come se aveste vinto il Mondiale di calcio, facendovi fotografare sorridenti come dei vip.

Per quale motivo dovete umiliarci in questo modo ? Avete sconfitto una squadra avversaria? Avete ucciso una preda e vi fotografate accanto ?

Vi nascondete dietro ai termini quali “tutela e patrocinio dei legittimi interessi dei cittadini…attraverso la ricerca ed il confronto …dialogo aperto … dando spazio e voce alla gente”; parlate inoltre di “ essere contro alla moschea perche’ inserita all’interno di un caseggiato”.

Tutto cio’ e ‘ semplicemente falso: nessuno di noi e’ mai stato in alcun modo interpellato e quindi alcun confronto e’ mai stato richiesto.

Anche noi siamo dei cittadini. A differenza vostra, pero’ non abbiamo voce.

Quella che voi chiamate “moschea” e’ per noi un centro culturale, creato per ricordare a noi ed ai nostri figli le nostre origini.

Il fatto che soprattutto nella giornata del venerdi possa venir utilizzata anche per pregare non significa che noi all’interno vi facciamo propaganda politica per Osama Bin Laden o che vi costruiamo delle bombe, o arruoliamo dei kamikaze per gli attentati sugli aeroplani.

La Signora Adele Bacchiega, come scrive, puo’ “da oggi finalmente vivere tranquilla ed asciugarsi le lacrime”.

I delinquenti pakistani non pregheranno sotto alle sue finestre.

Potra’ vivere tranquillo anche il proprietario dell’appartamento che si trova proprio sopra il locale che avremmo destinato a centro culturale, messo immediatamente in vendita. Da questa notizia probabilmete trarra’ un profitto maggiore.

I delinquenti pakistani non pregheranno sotto alle sue finestre.

Potra’ vivere tranquillo il consigliere di Unitalia Luigi Schiatti: e’ “la Sua vittoria e quella del Suo Comitato di Viale Trento”: rivendica lui a gran voce il Merito del ritiro del progetto.

Da oggi tutti sapranno che stato lui a Bolzano a riportare l’Ordine.

Potra’ vivere tranquilla Maria Luisa Cologna: “scampato pericolo”, come lei dice.

I delinquenti pakistani non pregheranno sotto alle sue finestre.

Anche Dario Schanung ci informa tramite la carta stampata che non mollera’: “non si puo’ mettere una moschea in mezzo alle case”

Non dimentichi pero’ ne’ Dario Schanung ne’ Luigi Schiatti che proprio Bolzano promuove la creazione di centri religiosi quale la Nuova Chiesa nel quartiere Firmian, appunto al piano terra di un palazzo destinato ad abitazioni.

Troviamo veramente triste e non degno di rispetto un comportamento di alcuni, capace di infondere nella gente comune il sentimento di paura per gli stranieri.

E’ un comportamento che purtroppo in altri stati e tempi ha portato a dei risvolti drammatici per quelli che venivano considerati diversi da loro: e’ un comportamento pericoloso.

Veramente non capiamo il motivo per il quale avete paura di noi.

Nessuno ce l’ha ancora mai detto.

Pensateci bene, Cari Concittadini.

Mettetevi una mano sul cuore ( che sia a sinistra o a destra ) la prossima volta che cenate in un ristorante tipico di Bolzano: con tutta probabilita’ i Canederli allo Speck o la Salsa Bolzanina degli Asparagi che avete ordinato sono stati preparati dagli stessi pakistani ai quali il giorno prima avete sputato in faccia.



Associazione Jinnah Pakistan - Bolzano -

Anwar Shahid – Commerciante ( Bolzano )

Pervez Akhtar – Ristoratore ( Bolzano )

Tasswar Iqbal – Libero Professionista ( Bolzano )

Vite in viaggio

Sugli autobus di Trento

Vite in viaggio

Nel mese di febbraio troverete 100 cartelli colorati sugli autobus di Trento. Sono emozioni e riflessioni che il Gioco degli Specchi ha selezionato dalle sue letture, lampi che illuminano vite di persone migranti. Raccontano in poche righe storie di migrazione italiana e straniera. Il Gioco degli Specchi usa le parole degli scrittori che ha conosciuto in questi anni per ricordare che gli immigrati sono persone con sentimenti e desideri. Così come lo erano gli emigrati italiani. Con l'augurio di una nuova primavera di convivenza. Info: www.ilgiocodeglispecchi.org

Rotte clandestine

Parte oggi il fumetto “Rotte clandestine”, che sarà pubblicato a puntate sul sito www.immigrationflows.net e vi terrà compagnia per diversi mesi. Le vicende narrate ruotano intorno alla storia di Paemër, trafficante di immigrati. Scopo dell’iniziativa è di informare e sensibilizzare sul tema dell’immigrazione clandestina in una maniera diversa, che sia gradevole oltre che esauriente e coinvolga direttamente i lettori facendoli entrare in empatia coi personaggi presentati. L’esigenza primaria che ci ha spinto ad intraprenderla è la volontà di fare chiarezza su un tema di cui tantissimi parlano ma di cui pochi sanno; la stessa, in fondo, che ha portato alla nascita di “Immigration Flows”. La storia parte dalla rivolta di Valona del 1999, evento paradigmatico per comprendere la complessità del fenomeno di cui ci occupiamo, sicuramente maggiore rispetto alle banalizzazioni e semplificazioni offerte dai media generalisti. Ma è solo il primo passo di un’avventura che speriamo possa appassionarvi e darvi qualche coordinata in più per orientarvi tra le intricate rotte dell’immigrazione. Altre informazioni sul sito attento ai panorami dell'emigrazione contemporanea www.immigrationflows.net

Karin Girotto
Autonome Provinz Bozen - Südtirol · Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige

Abteilung Arbeit · Ripartizione Lavoro

Koordinierungsstelle für Einwanderung · Servizio coordinamento immigrazione

via Kanonikus Michael Gamper Str. 1
39100 Bz
Tel. 0039 (0) 0471 418590
karin.girotto@provinz.bz.it